Avevo circa sette anni ed ero in visita ad uno zio che allevava
mastini napoletani. Vicino al casale dove abitava, lungo il viale,
lo ricordo come fosse ieri, vi era una Citroen Diane 6, al cui
interno un dobermann. Il cane chiaramente ostile, mi spaventava, ma
nello stesso tempo ero attratto dal desiderio di avvicinarmi; cosa
che feci al punto di sfiorarlo. Astra,questo era il suo nome, mutò
il suo atteggiamento leccandomi addirittura.
Questo rimase un episodio che restò impresso nella mia mente e
destinato a gettare un seme maturato molti anni dopo. E di anni ne
passarono dieci, nel frattempo la mia vita era totalmente cambiata,
vivevo in Germania dove la mia attività di ristoratore impegnava
gran parte del mio tempo. Ma casualmente il destino mi propose
questo splendido animale in un altro modo: un incontro in strada con
uno splendido esemplare di dobermann con un sguardo che mi rapì.
Era la seconda volta che questa razza entrava nella mia vita in modo
prepotente, ma distratto dalla vita quotidiana seppellii anche
questo ricordo. Ma il desiderio di possedere un cane di questa razza
era ormai nato senza rendermene conto. Così per caso mi ritrovai a
sfogliare in un momento di pausa del ristorante, un giornale; in un
angolo subito risaltò come in neretto un annuncio molto semplice:
vendesi cuccioli di dobermann. Ci andai, e dopo una breve
conversazione mi si aprì la porta di un fienile: uscirono sei
cuccioli di circa quattro mesi con orecchie'ancora lunghe che li
rendevano, a mio avviso, ancora più irresistibili. Uno di essi me lo
ritrovai letteralmente attaccato ai pantaloni, non era bello e il
proprietario me lo sconsigliò. Forse per il mio aspetto molto curato
non mi riteneva adatto a questo cucciolo con troppo temperamento, un
pò nevrile che necessitava di un proprietario che gli dedicasse
molto tempo. Ormai lui mi aveva scelto e, nonostante le parole del
proprietario, accettai la sfida di questo impegno: ZAGOR fu
il mio primo dobermann! Mi resi conto di essere stato rapito da
quegli episodi e che la passione per la razza dobermann si stava
sempre più radicando in me, affascinato da quello sguardo che
lasciava il dubbio se lui appartenesse a me, o viceversa.
Già precedentemente avevo condotto sui campi di gara di lavoro
pastori tedeschi, e approfondendo tecnicamente le capacità del mio
cane mi resi conto dei suoi limiti, ma nonostante questo, volli
raggiungere con lui il massimo grado di addestrabilità. Resomi conto
di aver raggiunte il limite delle prestazioni di ZAGOR, decisi, dopo
uno studio sulle linee di sangue, di prendere un altro dobermann.
Questa decisione comportò un grande conflitto interiore, sentendo di
tradire ZAGOR, che finii per tenere come cane di affetto. Comprai
quindi KASH V. KLOSTERKAMP, la prima scelta di una cucciolata
concepita in questo senso.Già a sette mesi mi accorsi di aver scelto
giusto. Nel frattempo iniziai a frequentare oltre ai campi di
lavoro, le esposizioni di bellezza e in una di queste, Europa
Siegerschau 1986, conobbi Sonya Franquemont, una famosa allevatrice.
Domandando un poco di lei appresi che i suoi cani erano selezionati
solo per aspetto morfologico, ma io fui colpito da un giovane cane
che vinse il titolo di Bundjungsieger e ne prenotai subito una
figlia: HERTOGIN LADY LAURA V.LE DOBRY.
Il mio istinto non mi aveva tradito, perché quel giovane cane,
GRINGO V. FRANCKENHORST, si rivelò anche di ottimo carattere
ottenendo il SchH3 e la KORUNG a vita. Iniziai così la
mia carriera di allevatore perseguendo sempre la ottica di un cane
che racchiudesse bellezza e carattere. La famiglia si allargò e
oltre a LAURA vennero NOA NAKIED V. DIASPORA, TALITHA,
TITUS e MEDINA V. FRANCKENHORST.
Dopo una prima cucciolata di NOA fu la volta di LAURA. Feci uno
studio che mi portò non pochi dissensi, in quanto lo stallone
scelto, un FRANCKENHORST, non era fra le linee che
influenzavano la nostra Europa e la Germania; tuttavia volli
dimostrare in Germania, patria del dobermann, che la linea
FRANCKENHORST, se usata con conoscenza ed oculatezza poteva dare
soggetti eccezionali non solo morfologicamente,ma anche dal punto di
vista caratteriale. Fu così che scelsi per LAURA nel 1989
FELA V. FRANCKENHORST, che diedero vita a BRAYAN V. ADANZ,
il mio primo campione. Questo cane mi diede la gioia di dimostrare
che la razza dobermann non aveva nulla da invidiare al pastore
tedesco, mito indiscusso del lavoro; con questo cane conseguii 30
volte il SchH3, con punteggi elevati come 292 punti. Fu anche il
primo dobermann allevato italiano su linee V.FRANCKENHORST, che
superò le dure selezioni che precedono il campionato nazionale di
lavoro tedesco piazzandosi undicesimo su 33 cani partecipanti. Prese
parte alla Korung non solo superandola ma risultando anche il
migliore della giornata.
In seguito la rifece ottenendo il top, ovvero la Korung a vita e il
massimo riconoscimento: consigliato negli allevamenti per migliorare
il carattere! Sfatando così già negli anni 80 le idee di chi non
osava andare oltre. Difatti quale testimone dei risultati di un
certo tipo di lavoro di selezione, BRAYAN, frutto di cani solo da
bellezza, aprì la mente a tanti allevatori impegnati sulle linee da
lavoro.
FRANCKENHORST divenne così la base del mio allevamento attuale.
FELA e GRINGO raggiunsero, non solo in esposizione, ma
anche nel lavoro risultati elevati. FELA dimostrò di essere un
grande razzatore, difatti ancora oggi i suoi figli come ORSON VON
ROVELINE fan parlare di se.
In Italia sono ritornato da alcuni anni, tredici per esattezza, e
sono soddisfatto di vedere qui i nipoti diretti di FELA conseguire
nel campionato mondiale di addestramento i primi due posti; nel
campionato mondiale di bellezza, suo figlio ORSON con i suoi figli
ha dato lustro a quella linea FRANCKENORST divenendo campione
riproduttore
Oggi purtroppo sia i miei cani che la donna che ispirò il mio
allevamento non ci sono più. Lavoro ormai da ventisei anni e
continuo con questa mia passione con una nuova e difficile sfida:
continuare con i pronipoti di quei cani che cominciarono con me, che
giorno dopo giorno con lo stesso sguardo lo stesso modo di muoversi
mi fanno sentire ancora vivi ed ancora accanto a TALITHA, TITUS,
LAURA, NOA e mi spingono a dare sempre di più per contribuire ad
avere un dobermann come deve essere: bello e bravo!
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Vom Adanz
dobermann zwinger
since 1984
breeder Aldo d'anna |
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